Dott.ssa Ottavia Vagnini

logopedista

Il protocollo TOM nasce come proposta che fa da ponte tra le competenze motorie non verbali e quelle verbali necessarie alla produzione di un suono; la sua funzionalità però non si limita unicamente allo speech, bensì risponde alle necessità miofunzionali e sensoriali correlate a disordini delle funzioni orali, tra le quali la scialorrea. La scialorrea, letteralmente “saliva che scorre” (dal gr. σίαλον “saliva e ῥέω “scorrere”) (L. Alestra, 1936), così come il drooling, lo ptialismo e l’ipersalivazione (o salivazione eccessiva) rappresentano l’insieme di terminologie utilizzate per riferirsi ad una condizione di perdita di saliva oltre il margine delle labbra (N. Hockstein, 2004). Ancora oggi c’è un ampio ventaglio di interpretazione in merito alle terminologie da utilizzare e non esiste quindi una definizione univoca che ne descriva le condizioni cliniche. Quello che sappiamo dell’argomento è che esiste una chiara distinzione fisiopatologica tra il drooling (o scialorrea) e l’ipersalivazione:
– 1. Il drooling è correlato ad una condizione di deficit nella gestione della saliva per riduzione della frequenza di atti deglutitori o deficit oro- motori legati ad incompetenza labiale.
– 2. L’ipersalivazione risulta contraddistinta da un aumento della produzione salivare (ad esempio durante la gravidanza, o per assunzione di alcuni farmaci). 

La perdita di saliva rappresenta quindi una condizione problematica che determina inevitabilmente angoscia e afflizione, non solo nei bambini che la presentano, ma anche nei genitori e nei caregiver (Van der Burg, J. et al.,2006); è un disturbo sociale vero e proprio, e in quanto tale, necessità di una presa in carico. Sono state proprio queste motivazioni che, insieme all’aumento di casistiche di pazienti con scialorrea, ci hanno spinto verso la realizzazione del nostro progetto.
Quali erano gli obiettivi?
-1. capire se la riabilitazione logopedica costituisce un’alternativa alla terapia farmacologica e all’approccio chirurgico previste per la scialorrea.
-2. analizzare l’efficacia della riabilitazione sensomotoria in ottica TOM in relazione all’esigenza riabilitativa, andando ad osservare la correlazione tra squilibrio oro-faccciale e scialorrea. 

Quali sono stati gli esiti? L’analisi di alcuni casi clinici ha mostrato una correlazione tra drooling e la condizione di squilibrio oro-facciale, dimostrando che il miglioramento di una, determina inevitabilmente un’evoluzione positiva dell’altra. La valutazione è stata condotta attraverso la somministrazione pre e post trattamento del questionario qualitativo DSFS- Drooling Severity and Frequency Scale (che offre una misurazione di frequenza e gravità della scialorrea). Gli esiti sono stati complessivamente positivi con miglioramento sia del punteggio al questionario valutativo sia nello squilibrio muscolare trattato. L’osservazione effettuata ha evidenziato l’importanza di approfondire tale argomento e la possibilità di offrire un’alternativa riabilitativa correlata ad una buona valutazione delle competenze miofunzionali anche e soprattutto in una casistica complessa.

Dott.ssa Ottavia Vagnini
Logopedista

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