Dott.ssa Beatrice Cesetti

logopedista

Sono Beatrice Cesetti, logopedista della provincia di Macerata. Mi sono specializzata nei disturbi dell’età evolutiva e collaboro da circa due anni con un centro privato, dove mi occupo prevalentemente di bambini con disturbi di linguaggio e dello spettro dell’autismo. Questi ultimi spesso presentano in associazione disordini motori dello speech; ciò mi ha portata nel tempo ad approfondire la disprassia verbale frequentando numerosi corsi di formazione. Sono così giunta a conoscenza dell’approccio dei Tratti Motori Orali e Verbali della dott.ssa Giulia Tombari. Sin da subito ne sono rimasta affascinata e ho iniziato ad applicare le sue indicazioni con i miei piccoli pazienti. Alcuni strumenti hanno iniziato presto a far parte della mia pratica clinica, primo fra tutti il Daddy.
Il Daddy è un dispositivo logopedico utilizzato per sviluppare la stabilità mandibolare, la dissociazione della mandibola dalle labbra e dalla lingua e il grading, prerequisiti per un’adeguata coarticolazione dei suoni del linguaggio. Tale strumento è, inoltre, usato con l’obiettivo di favorire un’adeguata propriocezione della zona orale e l’impostazione di nuovi fonemi. Il vantaggio è che il logopedista, opportunamente formato, può fornire indicazioni ai care-giver sulle modalità e sulle tempistiche di utilizzo del Daddy in modo da far esercitare il bambino a casa e a scuola ed incrementare l’intensività dell’intervento. 

 Treatment methods that follow principles of motor learning are designed to promote learning so the child will be able to generalize and maintain skills. https://childapraxiatreatment.org/specialized-approach/ 

 Come anticipato, il Daddy è divenuto un prezioso strumento per raggiungere differenti obiettivi di trattamento. Personalmente l’ho utilizzato per facilitare l’emersione dei fonemi assenti nell’inventario dei bambini, come ad esempio /l/, /k/, /g/, oppure per favorire l’indipendenza funzionale degli articolatori nella realizzazione di suoni già acquisiti. A volte ho proposto esercizi non verbali con il Daddy per aiutare il bambino a sviluppare consapevolezza della corretta posizione della mandibola nello spazio; successivamente ho trasferito questa competenza a compiti verbali, chiedendo al paziente di produrre singole vocali prima e combinazioni di suoni dopo. 

In alcuni casi ho utilizzato il Daddy per riabilitare la sensorialità: in particolare lo strumento è stato indispensabile per favorire e mantenere l’apertura della bocca durante la proposta di stimolazioni termiche e tattili in bambini con ipersensorialità.

Infine l’ho utilizzato nel trattamento del sigmatismo, sia interdentale che laterale, per favorire la posizione stabile della mandibola durante l’articolazione dei fonemi sibilanti. 

In conclusione, il Daddy è un dispositivo di rapido e semplice utilizzo, strumento indispensabile nel bagaglio di un logopedista, che permette il raggiungimento di obiettivi sulla componente verbale e non verbale. 

 Logopedista Dott.ssa Beatrice Cesetti  

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