Cos'è
“Una proposta di analisi dello speech: Tratti Motori, Daddy, Imitazione Simultanea un ponte tra competenze non verbali, aspetti fono- articolatori e funzioni esecutive”
-Log. Giulia Tombari
TOM - Tratti Motori Orali e Verbali
Il protocollo ‘TOM – Tratti Motori Orali e Verbali’ si propone di fornire uno strumento oggettivo e procedurale di valutazione e riabilitazione delle problematiche a livello fono-articolatorio del linguaggio basato sui principi dell’apprendimento motorio, con particolare riferimento ai disturbi più resistenti al trattamento.
- Basato sui principi dell'apprendimento motorio e sulle linee guida per i disturbi motori dello speech (American Journal of Speech-Language Pathology Maas, 2008)
- Permette di riabilitare il feedback
- Utilizzabile all'interno di prese in carico multidisciplinari, grazie all'uso di procedure e video tutorial sugli esercizi
- Strutturazione step by step, criteri di incremento gerarchico e progressivo della complessita; chiarezza negli obiettivi
- Personalizzato sul paziente
- Comprende l'uso di tutti i tipi di prompt verball e il loro dosaggio
- Applicabile da pazienti non verbali: consente di capire SE è possibile individuare obiettivi verbali
- Fruibile e di basso costo per le famiglie
- Intensivo e trasmissibile
- Interviene su abilita sensoriali, articolatorie ed esecutive, non servono prerequisiti
È raccomandato l’utilizzo dei principi dell’apprendimento motorio nel trattamento logopedico (p. es., Hall, 2000; Robin, Maas, Sandberg, & Schmidt, 2007) perché le condizioni di pratica esercitano il loro effetto principalmente sulla pianificazione e programmazione motoria (p. es., Wright, Black, Immink, Brueckner e Magnuson, 2004)
Il progetto nasce dall’esigenza di integrazione con altri approcci, di praticità e di fruibilità del trattamento da parte dei pazienti, di comunicazione con l’equipe e di elevare la frequenza di trattamento (raccomandata da Maas et al., 2008, 2014) con risorse minori.
L’analisi dei movimenti orali in TOM consente di individuare gli obiettivi di riabilitazione a breve termine previa scomposizione del programma motorio in unità di movimento più semplici che vengono riabilitate sia in modo indipendente che integrato tramite l’utilizzo di strumenti di stabilizzazione articolare e di stimolazione sensoriale: da qui nasce il Daddy.
Che cos'è il Daddy
l Daddy è un dispositivo logopedico progettato, prodotto e poi osservato su una variegata casistica di pazienti con disturbo del linguaggio, disprassia, disartria, disturbo dello spettro dell’autismo, disabilità cognitiva media e grave e disturbo fonetico-fonologico
Se trovassimo associato un deficit alle Funzioni Esecutive (attenzione, inibizione, memoria di lavoro, integrazione, regolazione) ?
Usiamo il bilancio dei Prompts e l’Imitazione Simultanea (IS).
E’ un approccio che permette di semplificare, proceduralizzare e insegnare attività per la riabilitazione delle funzioni esecutive sottostanti al linguaggio. Va usato quando le difficoltà di attenzione e di inibizione non permettono un input linguistico né un controllo volontario sufficiente e quando l’integrazione sensoriale non è possibile. Numerose le evidenze sulla correlazione tra funzioni esecutive e linguaggio.
Le sue caratteristiche sono:
- è procedurale. Si compone di 4 stadi di apprendimento consecutivi, step by step;
- deve essere supervisionata dal logopedista ma può essere trasmessa e portata avanti da genitori, insegnanti, educatori in modo da aumentare la frequenza di lavoro;
- ha delle griglie di registrazione dei risultati che consentono di prendere nota dei progressi e degli aiuti utilizzati;
- consente di lavorare in apprendimento senza errori (Pierce, W.D. & Cheney C.D. 2013. Behavior Analysis and Learning. New York, NY: Psychology Press)
- si può utilizzare sia con pazienti non verbali e/o con comprensione bassa che con pazienti con lievi distorsioni articolatorie modellando il progetto in base agli obiettivi.
Non è semplice da apprendere per chi la utilizza, lo è solo per il paziente. L’inizio della pratica per un terapista richiede attenzione e supervisione!
Il TOM fa parte dei NSOMT (trattamenti motori non linguistici)?
I NSOMT (No Speech Oral Motor Treatment) non sono utili allo scopo di riabilitare lo speech.
Vero. Ce lo insegna la letteratura scientifica.
Ci sembra tuttavia fondamentale dare più spazio a questo quesito così attuale. Qualche riflessione
in proposito.
Il TOM non fa parte dei NSOMT per come sono intesi in letteratura.
All’interno del trattamento logopedico TOM è incluso e fondamentale l’utilizzo di prompt di vario
tipo, tra questi ci sono anche prompt di tipo non verbale basati sui principi dell’apprendimento
motorio. Li riteniamo fondamentali per raggiungere determinati obiettivi.
Tale argomento necessita, in ogni caso, di ulteriori approfondimenti.
“Evidence from nonspeech motor learning suggests that various principles may interact with each other and differentially affect diverse aspects of movements. Whereas few studies have directly examined these principles in speech motor (re)learning, available evidence suggests that these principles hold promise for treatment of motor speech disorders. Further research is necessary to determine which principles apply to speech motor (re)learning in impaired populations.”
“Le evidenze dell’apprendimento motorio non verbale suggeriscono che vari principi possono interagire tra loro e influenzare in modo differenziale diversi aspetti dei movimenti. Pochi studi hanno esaminato direttamente questi principi nel (ri)apprendimento motorio del linguaggio, le prove disponibili suggeriscono che questi principi sono promettenti per il trattamento dei disturbi motori del linguaggio. Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare quali principi possono essere applicati al (ri)apprendimento motorio del linguaggio nelle popolazioni con disabilità”
(Maas E, Robin DA, Austermann Hula SN, et al. Principles of Motor Learning in Treatment of Motor Speech Disorders. American Journal of Speech-Language Pathology • Vol. 17 • 277–298 • August 2008)